6° Raggio, Devozione - Idealismo.

6° Raggio, colore indaco, Devozione-Idealismo, colore indaco.

Il sesto raggio è il raggio delle religioni, dei dogmi, delle caste e degli ordini sacerdotali. E’ il raggio della Fede e della devozione che nel caso del sesto raggio distorto diventano dogmi serrati e fanatismi. Il quinto raggio si era incagliato credendo di poter descrivere ogni cosa secondo la scienza e sentiva l’urgenza di espandere i propri insegnamenti condividendoli con il mondo. Il sesto raggio vuole ricordare l’esistenza di leggi che vanno ben oltre la classica scientificità quanti ficabile e misurabile. Il concetto di religione, in origine, prima di tutte le distorsioni subite, era proprio questo: ricordarsi di leggi metafisiche che vanno oltre il sapere misurabile e quanti ficabile tipico del terzo e del quinto raggio.
Il sesto raggio, inoltre, volle porre rimedio alla diffusione scriteriata del sapere propria del raggio predecessore e creò quindi il concetto di caste. Ad ogni casta si permetteva di accedere solo a determinate informazioni. L'idea era questa: si cercò di raggruppare i vari livelli evolutivi tramite la classificazione in caste, pensando che ad ognuna si potesse rigidamente far coincidere un grado di evoluzione differente. Questo però, si rivelò in seguito errato. Non è detto che un'anima incarnata tra i ceti più poveri miserabili e ignoranti sia automaticamente poco evoluta, o che non abbia le qualità per poter comprendere e capire concetti di alto livello. Il sapere religioso venne quindi relegato agli ordini sacerdotali, e solo poche gocce di conoscenza, spesso mal spiegate e modificate in maniera distorta intenzionalmente, vennero (e vengono) impartite al volgo. Le modalità di vita degli individui appartenenti al sesto raggio sono state molto spesso usate come rifugio per trovare un succedaneo della libertà che non veniva concessa: molte donne sceglievano la vita monacale per eludere la “scelta” obbligata fra la schiavitù di essere maritate contro il loro volere, divenendo donne schiave assoggettate ad un potere patriarcale tiranno, e l’alternativa di doversi prostituire per riuscire a mantenersi da sole e quindi garantirsi l’affrancamento da matrimoni imposti. Optavano allora per uno “sposalizio divino” isolandosi nei monasteri dove, almeno lì, avrebbero avuto la libertà, per così dire, di poter stare in pace senza vendere la loro vita e il loro corpo, in un modo o nell'altro. Tra le vicissitudini del sesto raggio poteva anche accadere che uomini e donne indigenti, usassero e “sfruttassero” la vita religiosa come salvagente economico che prometteva di mantenerli dando loro vitto e alloggio. In questo modo trovavano posto nella società occupando un ruolo nella vita del convento, che richiedeva mansioni da compiere. Ciò poteva accadere però, solo in certi monasteri, spesso dediti alla semplicità, povertà o perfino austerità.

La alte cariche politiche e quelle ecclesiastiche sono sempre state colluse tra di loro dandosi manforte e proteggendosi a vicenda, consentendo ad ognuna di arricchirsi a discapito del popolo. I conventi di un certo tipo, di sicuro non accettavano gente povera e indigente, tant'è che per essere ammessi nei loro seminari, il padre del futuro prete, doveva dare dal convento una cospicua dote. In tempi più antichi, antecedenti alle chiese attuali, il sesto raggio si è manifestato in quelle figure che esercitavano il monopolio del potere di pontefici. Essere pontefice significa essere un ponte, un mediatore, tra la sfera materiale e quella spirituale, ed è ciò che ognuno di noi può essere. Nell’epoca attuale, un esempio di carriera lavorativa strettamente legata alla frequenza del 6° raggio, è la carriera giudiziaria. I giudici decidono chi ha ragione e chi no, sono dogmatici e, basandosi su leggi scritte e insindacabili infliggono penitenze a seconda della gravità del crimine commesso (in teoria). Anche in questo caso, la professione di giudice imparziale e giusto spesso subisce grandi alterazioni e distorsioni, a causa delle quali l’imparzialità, la giustizia e la giustezza vengono accantonate lasciando posto a corruzioni e gestioni malintenzionate. In maniera generale, possiamo dire che esponenti del 6° raggio non distorto, prettamente collegati alla sua parte religiosa, sono: i frati benedettini, ordine indipendente che non crea vescovi e cardinali; i protestanti, gli anglicani, i mormoni; i monaci tibetani. Tutti loro hanno come comune denominatore la tranquillità che niente impone e nulla perseguita. Non ci sono condanne e nessuno viene messo al rogo o giustiziato come molti altri ambienti religiosi fecero e tutt'ora fanno.

Una poesia per il Sesto Raggio:

C’era una volta un monastero
abbracciava coloro che dal mondo mondano si ritiravano
c’era un orto e i frati agricoltori
e il vivo ricordo di ciò che è intangibile
c’era una biblioteca dove veniva custodito l’antico sapere
i segreti, le storie che ai più non era concesso vedere
era per proteggere dagli scriteriati
i preziosi segreti, così che non fossero sperperati.
venne però il giorno nero
Quando un’orco travestito da nobil signore vestito di porpora
prese possesso del monastero
il sapere lì relegato, venne distorto e manipolato
così da poter raccontare alla gente
abili frottole dal potere stordente

Indietro
Indietro

La Vergine Sottosopra

Avanti
Avanti

5°Raggio, conoscenza concreta